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TAVOLE DA SURF

100% FATTE A MANO

IN SARDEGNA.

" Soluzioni personali e individuali piuttosto che universali. 

Modelli unici e variabili piuttosto che su larga scala e modulari.

Meno tecnologia più idee e creatività.

Tolleranza riguardo ambiguità e contraddizione.

Accettazione dell'imperfezione come valore aggiunto."

ABOUT
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MANIFESTO

Amo il surf e amo progettare.​

Mi sono formato in Product Design e lavoro come Art Director.
Dopo anni di lavoro creativo e ogni minuto libero passato in acqua, ho sentito il bisogno di unire queste due passioni e iniziare a costruire le mie tavole. La spinta più forte è stata la voglia di provare ciò che non trovavo o non potevo permettermi.

 

Viaggiando e provando diverse tavole ho scoperto le infinite possibilità di espressione in acqua. Ho capito che adattarsi alle tavole non è un limite, ma un’opportunità per ampliare gli orizzonti.​

Ogni tavola è parte della stessa esperienza del surf, ma determina il modo in cui ci esprimiamo sull’onda: può assecondare o ostacolare i nostri desideri, riflettendo il nostro modo di interagire con la superficie dell’acqua.

È però necessario essere onesti con se stessi riguardo a capacità e livello: una tavola, da sola, non cambia il tuo surf.

Ho una visione del surf che si allontana dalla performance atletica e dalla ricerca del risultato tecnico, per diventare una forma di espressione tra uomo e natura fondata su stile, creatività, fluidità, semplicità e linee.

Creare una tavola per tutti non è il mio obiettivo.


Mi interessa tradurre il desiderio di una singola persona, accompagnandola e coinvolgendola in un progetto funzionale.

Nel mio lavoro convivono principi progettuali nati dalla formazione e altri legati al gusto personale. Lo shaping si trasforma in un processo meditativo, dove opera d’arte e oggetto funzionale si incontrano. Realizzare oggetti interamente a mano, con i propri tempi e in contrasto con la produzione di massa, è una scelta precisa.

Soluzioni personali e individuali, piuttosto che universali. Modelli unici e variabili, piuttosto che su larga scala e modulari. Meno tecnologia, più idee e creatività. Tolleranza verso ambiguità e contraddizione. Accettazione dell’imperfezione come valore aggiunto.

La tavola, vista come un oggetto unico, diventa un’estensione della nostra identità e un modo per partecipare in modo autentico al fluire della natura.

 

Claudio Fina

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